Introduzione Le politiche di prevenzione ed eliminazione dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) finora attuate dalla Regione Veneto sono state orientate al miglioramento della sorveglianza e della notifica, ad aumentare il livello di sensibilizzazione della popolazione e dei gruppi a rischio e nell’individuazione di Centri autorizzati alla prescrizione dei nuovi farmaci antivirali ad azione…
Dopo un primo tentativo riuscito di utilizzare test immunocromatografici rapidi (RICT) per lo screening degli anticorpi SARS-CoV-2 a Castiglione d’Adda, un’area di circolazione virale precoce nel Nord Italia, è stato realizzato un progetto per estendere il programma ad altre 5 città in Lombardia, includendo in 3 di queste anche lo screening rapido per l’HCV:
Da gennaio 2020, presso il nostro ospedale è stato istituito un modello innovativo di referral Ospedaliero in grado di intercettare ed avviare al trattamento tutti i pazienti con infezione da HCV ricoverati.
Il progetto aveva l’obiettivo di raggiungere la micro-eliminazione dell’epatite C in un piccolo paese del Sud Italia, attuando azioni, strategie e percorsi per guidare tutti i pazienti con una diagnosi nota di epatite C
L’obiettivo del progetto (ricercatrice principale: Dott.ssa Elena Garlatti Costa – Ospedale Santa Maria degli Angeli di Prodenone) è stato quello di realizzare nella pratica clinica un modello pilota di cura semplificato e «territoriale» per il paziente con infezione cronica da HCV con mild liver disease.
Il progetto (ricercatrice principale: Dottoressa Silvia Rosati – INMI Spallanzani di Roma) prevedeva di effettuare screening per HIV/ HBV/HCV/HDV, in un arco di tempo massimo di 12 mesi
La fattibilità e il successo del trattamento dell’epatite C (HCV) nelle persone che si iniettano droghe (PWID) e nei senzatetto (HL) sono stati dibattuti.
Il progetto pilota ENEHIDE (Educazione e prevenzioNE sull’ HCV all’interno degli Istituti di Detenzione) è stato ideato, promosso e realizzato nella Casa Circondariale di Viterbo dalla Associazione EpaC onlus e SIMSPE (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria). Il progetto è stato pensato per dimostrare l’importanza di informare ed educare le persone detenute ma anche…